Il caffé sospeso: da Napoli a Parigi la solidarietà in tempo di crisi!

Approda nella Ville Laumière una delle tradizioni simbolo della solidarietà partenopea : il caffé sospeso. L’usanza, nata nel periodo del dopoguerra e mai più abbandonata, vuole che nel prendere il caffé al bar si lasci un « caffé sospeso » ovvero un caffé pagato che una persona meno fortunata potrà richiedere senza dover pagare, poiché appunto già offerto da qualcuno in precedenza.

Complice la crisi, questa tradizione napoletana valica i confini non solo regionali, ma addirittura nazionali approdando nella capitale francese. Dal « caffé sospeso » alla « baguette sospeso », ma anche frutta, verdura, pesce e altri generi di conforto (anche più spirituale come ad esempio libri) vengono donati da chi può a chi non può in questo momento. Aspettando che arrivino tempi migliori, si può rendere migliore questo tempo aiutando con un piccolo gesto chi è più in difficoltà: questo era il principio del caffé sospeso nato nel periodo del dopoguerra a Napoli e lo è ancora oggi, anche a livello internazionale.

Ma nell’era del digitale questa tradizione non poteva passare inosservata. Nasce cosi in Francia Coffeefunders.fr, e la solidarietà diventa 2.0. Il sito, sviluppato da una giovane start-up che ha deciso di donare un po’ del proprio tempo ad una buona causa, offre la possibilità di trovare bar, boulangerie, ristoranti dove qualcuno ha lasciato « qualcosa in sospeso » e poterne quindi usufruire.

Un po’ di fierezza italica per aver esportato una tradizione cosi solidale ce la concediamo pienamente per una volta!

Scopri anche: I migliori caffé italiani di Parigi