Le 10 opere da vedere assolutamente al Museo d’Orsay di Parigi

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Le 10 opere da vedere assolutamente al Museo d’Orsay di Parigi

Il Museo d’Orsay a Parigi attira ogni anno migliaia di turisti provenienti da ogni parte del mondo. Ma quali sono le opere artistiche da non perdere esposte in questo famoso museo francese?

Questo museo, che accoglie oltre 3 milioni di visitatori ogni anno, possiede la più grande collezione di opere d’arte dell’impressionismo (circa 440) e del post-impressionismo al mondo tra cui molti dei capolavori più conosciuti e importanti realizzati tra il 1848 e il 1914.

Vediamo insieme i 10 dipinti assolutamente da non perdere.

“La colazione sull’erba” di Manet

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Dopo il rifiuto del Salone Ufficiale che l’aveva giudicato scandaloso, “Le déjeuner sur l’herbe” è stato esposto nel 1863 al Salon des Refusés. L’opera di Édouard Manet, oggi esposta al Musée d’Orsay di Parigi, all’epoca non fu per niente apprezzata, anzi, fu giudicata volgare. A scatenare le critiche sono stati il soggetto, in quanto ritraeva ragazze nude insieme a borghesi, e lo stile moderno, che vedeva una cromia e una composizione rivisitata rispetto agli standard del tempo, nonché la raffigurazione di abiti moderni. Un’opera innovativa, dove il colore è steso con pennellate rapide, i toni caldi sono affiancati da quelli freddi in modo da avere una maggior esaltazione delle tonalità più vivaci e la prospettiva va fuori dagli schemi tradizionali, in quanto è presente solo nella disposizione degli alberi sullo sfondo. Queste rivisitazioni hanno reso questo dipinto un capolavoro senza tempo. Nel dipinto realizzato da Manet vediamo rappresentata una colazione in mezzo alla natura, più precisamente sulle rive della Senna in un bosco nella zona di Argenteuil. In primo piano vediamo una donna nuda, la modella Victorine Meurent, che guarda lo spettatore seduta sull’abito che si è da poco tolta, insieme a due uomini della borghesia, ovvero il fratello dell’artista Gustave e lo scultore di origini olandesi Ferdinand Leenhoff.

“Bal au Moulin de la Galette” di Pierre-Auguste Renoir

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In questo olio su tela Renoir ha rappresentato un tipico momento di vita parigina dell’epoca. In particolare, con il suo talento, ha descritto una serata di spensieratezza e divertimento al Moulin de la Galette, locale molto in voga che si trovava sulla collina di Montmartre. Con le sue pennellate veloci, l’artista regala una dinamicità e un movimento unico alla scena, in cui i vestiti delle donne spiccano su quelli degli uomini. Possiamo notare inoltre fasci di luce che scendono dagli alberi ed illuminano la sala da ballo, dando al dipinto un tocco surreale. La prospettiva è realizzata tramite la studiata collocazione dei danzatori, che esprimono felicità ed allegria. Osservando le figure che ballano, possiamo notare quanto il colore e le pennellate regalino un movimento unico; in particolare i vestiti delle borghesi, rispetto a quelli degli uomini, spiccano più all’occhio mentre il sole crea punti di luce nella scena. Inoltre non esiste uno spazio definito, ma la profondità della rappresentazione è creata dalle persone danzanti, che sembrano volteggiare nell’aria.

“Autoritratto” di Van Gogh

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Tra i tanti autoritratti realizzati da Van Gogh durante la sua esistenza, questo dipinto datato 1889, che oggi è esposto al Museo d’Orsay di Parigi, è considerato senza dubbio tra i più significativi. Il pittore ha infatti dipinto questo olio su tela all’interno del manicomio di Saint Remy, dove ha soggiornato dopo un periodo molto difficile in cui tentò di suicidarsi. Sono da notare le pennellate turbate, lo sguardo allucinato e lo sfondo fatto di spirali.

“Due donne tahitiane” di Paul Gauguin

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Datato 1891, questo dipinto dell’artista francese Paul Gauguin raffigura una modella tahitana (che era già stata ritratta in Orana Maria) due volte: la vediamo infatti di spalle, con un pareo a motivi floreali, che guarda verso il basso con occhi tristi e provati, e poi nella parte destra mentre intreccia alcune foglie mentre indossa un vestito rosa. Lo sfondo, unitario e senza prospettiva, è color ocra e raffigura la spiaggia e un mare scuro, che non ha niente a che fare con il contest esotico.

“I papaveri” di Claude Monet

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Un dipinto intimo e famigliare in cui Claude Monet ritrae suo figlio Jean e la moglie Camille due volte, rappresentando simbolicamente il tempo che scorre. Realizzato nel 1873, “Les Coquelicots” vede il nucleo famigliare dell’artista prima sulla sinistra del dipinto, tra la vegetazione, e poi a destra in primo piano (qui i suoi cari sono stati rappresentati in un secondo momento, quando sono scesi dall’altura). L’opera è caratterizzata dalla linea obliqua creata dai protagonisti che organizza la rappresentazione, nonché dall’uso di colori più intensi nella parte inferiore rispetto a quella superiore del dipinto.

“Il circo” di Georges-Pierre Seurat

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Un’opera gioiosa e festosa, in cui la sensazione di divertimento è esaltata al massimo dai colori utilizzati. La tela ad olio realizzata da Seurat nel 1891, oggi conservata al Musée d’Orsay di Parigi, è un’opera incompiuta, in quanto durante la sua realizzazione il pittore morì. Nonostante non fosse completato, il dipinto, che rappresenta il circo con il tendone a strisce, fu esposto ugualmente al Salon des Independants. Acquistato da Paul Signac e successivamente dall’americano John Quinn, il dipinto vede applicati i principi di colore e psicologia che Seurat studiava.

“La classe di danza” di Edgar Degas

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Questo dipinto di Degas, famoso in tutto il mondo ed oggi visibile al Museo D’Orsay, rappresenta un gruppo di danzatrici all’interno di un’aula di danza durante la pausa tra una lezione di ballo e l’altra. Le ragazze, disposte a semicerchio, si aggiustano i capelli, il vestito, si stiracchiano e si grattano la schiena. Al centro, con un bastone in mano, vi è l’insegnante, Jules Perrot, famoso ballerino nonché coreografo francese. Ricordiamo che quest’opera, realizzata tra il 1973 e il 1975, è definita un quadro fotografico per lo scorcio utilizzato dall’artista.

“La chiesa di Auvers” di Vincent Van Gogh

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Datata 1890, “L’Église d’Auvers-sur-Oise” è un’opera di Vincent Van Gogh che il grande artista realizzò durante la sua permanenza a Auvers-sur-Oise, dove fu seguito dal dottor Paul Gachet. Questo dipinto ad olio, che è un chiaro richiamo ai paesaggi del nord della Francia in cui Van Gogh passò la sua infanzia, è una delle 100 opere che il pittore realizzò durante i suoi ultimi mesi di vita. In questo dipinto paesaggistico possiamo notare la nostalgia provata dall’autore nei confronti di quegli scenari che in un passato più sereno avevano fatto parte della sua vita. Nel particolare questo dipinto, olio su tela, è stato realizzato ad Auvers-sur-Oise, dove Vincent Van Gogh si è recato per curarsi presso il rinomato dott. Paul Gachet, dopo il suo ricovero all’ospedale di Saint-Rémy. In questo frangente di 10 settimane, l’artista ha dipinto più di 100 tele, compresa “La chiesa di Auvers”.

“L’origine del mondo” di Gustave Courbet

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Un’opera considerata simbolo della tradizione del realismo europeo, “L’Origine du Monde” di Courbet è un dipinto ad olio che si distingue per la sua schietta realisticità. Benchè sia rappresentata l’intimità di una donna, il capolavoro non rientra nella categoria pornografica. Qui il pittore ha dato prova del suo grande talento presentando una Chiara ispirazione al Correggio, a Tiziano e al Veronese soprattutto nella stesura del colore e nell’espressività.

“A letto” di Henri de Toulouse-Lautrec

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Realizzato nel 1892, “Le lit” è un dipinto realizzato da Henri de Toulouse-Lautrec che oggi è conservato presso il Museo d’Orsay di Parigi e che presenta dettagli richiamanti il post-impressionismo. L’opera ritrae due ragazze lesbiche sotto le lenzuola al risveglio. Senza cadere in falsi moralismi, l’autore racconta la tenerezza e il sentimento che lega le due protagoniste, che si guardano illuminate dalla luce del giorno. Il colore e la linea vengono utilizzati sapientemente, creando un bellissimo contrasto tra il cuscino bianco e le tonalità calde della coperta e della carta da parati.

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