Le 10 opere d’arte da vedere assolutamente al Louvre (oltre alla Gioconda)

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (Voti: 25 . Media: 4,40 su 5)
Le 10 opere d’arte da vedere assolutamente al Louvre (oltre alla Gioconda)

Il Museo del Louvre di Parigi è il museo più importante di Francia e forse del mondo. Con i suoi 60.600 m² di spazio espositivo raccoglie molti tra i più importanti tesori artisto-culturali della civiltà umana.

Al suo interno si possono ammirare non solo grandi capolavori artistici, ma anche, attraverso l’arte, la storia e l’evoluzione umana.

Per noi di VivaParigi è senza dubbio il museo che più di tutti merita di essere visitato (e rivisitato) a Parigi.

Tra le 35.000 opere esposte, abbiamo selezionato le 10 (oltre la famossissima “Gioconda” di Leonardo da Vinci) che non bisogna assolutamente lasciarsi scappare.

Venere di Milo (di Alessandro Antiochia)

venere-milo
Photo Credits
Attualmente in esposizione al museo Louvre di Parigi, L’”Afrodite di Milo”, più comunemente conosciuta con il nome di “Venere di Milo”, è una statua greca alta circa due metri, ritrovata nel 1820 vicino ad un teatro antico sull’isola di Milo, nelle Cicladi. Secondo gli studiosi l’opera di Alessandro di Antiochia, a cui mancano le braccia e il basamento originale in cui si leggeva il nome dell’autore, sarebbe il ritratto della dea dell’amore. Secondo alcune opinioni la sensuale figura femminile potrebbe invece ritrarre Anfitrite, una dea marina che era molto venerata in quel di Milo. La statua ellenistica, che si distingue per disinvoltura e grazia, rinnova gli standard classici contrapponendo la delicatezza e la morbidezza del corpo nudo con la tensione del panneggio. Il drappo ha la funzione, oltre di regalare movimento alla figura, di nascondere l’attaccatura dei sue blocchi di marmo sovrapposti che furono scolpiti separatamente; sono stati realizzati a parte anche il braccio e il piede sinistro, il che dimostra che l’artista usò una tecnica di realizzazione nuova.

Nozze di Cana (di Paolo Caliari detto il Veronese)

nozze-cana
Photo Credits
L’opera di Paolo Caliari, originariamente dipinta nel refettorio benedettino sull’Isola di San Giorgio Maggiore, è oggi custodita all’interno del Museo Louvre, esattamente di fronte alla celebre Mona Lisa. Datato 1563, il dipinto fu fatto smontare nel 1797 da Napoleone, che se ne impossessò e lo spedì a Parigi dove ancor oggi si trova. La tela raffigura un episodio del Vangelo secondo Giovanni, ovvero la tramutazione dell’acqua in vino che avvenne durante delle nozze a Cana. Ricca di dettagli che descrivono minuziosamente la realtà del tempo, la scena vede nella tavolata Cristo con Maria, e al centro un gruppo di musicisti, tra i quali si possono riconoscere il Veronese e Tiziano, uno con un abito bianco ed una viola e l’altro vestito di rosso con un contrabbasso. Secondo i critici d’arte nel dipinto appaiono altre personalità celebri, tutte vestite elegantemente con vestiti raffinati e molto ricercati. Sono protagonisti dell’opera Maria I d’Inghilterra, Solimano il Magnifico, Vittoria Colonna, Carlo V, nonché Eleonora d’Asburgo, Francesco I di Francia, Marcantonio Barbaro, Daniele Barbaro, Giulia Gonzaga, Reginald Pole e Triboulet.

La Zattera della Medusa (di Théodore Géricault)

zattera-medusa
Photo Credits
L’opera di Théodore Géricault racconta di un grave fatto di cronaca del passato, il naufragio della nave ammiraglia Medusa che era diretta nella colonia del Senegal. L’incidente, avvenuto a largo delle coste africane, vide i funzionari salvarsi a bordo delle scialuppe, e molti uomini e donne invece furono imbarcati su una zattera che, inspiegabilmente sganciata, fu ritrovata 13 giorni dopo con soli 15 superstiti. L’opera romantica sottolinea l’espressione delle persone e i loro gesti, la drammaticità e la sofferenza provata in quegli attimi, il tutto organizzato in una struttura piramidale. Spicca su tutti un uomo di colore che sventola un drappo rosso nella speranza di farsi vedere da una nave lontana.
Il dipinto di Théodore Géricault, oggi esposto al Louvre, presenta alcune influenze: Caravaggio nella luce, Michelangelo nella plasticità dei corpi e Goya nella drammaticità dei gesti.

Nike di Samotracia (di Pitocrito)

nike-samotracia
Photo Credits
La Nike di Samotracia, che ritrae la dea alata figlia di Pallante che annuncia la vittoria militare posandosi sulla prua di un veliero, è una statua di marmo pario alta più di due metri. L’opera, che fu trovata nel 1863 in un’isola del mar Egeo di nome Samotracia, oggi è esposta nel Museo Louvre di Parigi che le ha dedicato una posizione di rilievo, posizionandola alla fine dello scalone realizzato da Hector Lefuel, tra la Galerie d’Apollon e il Salon Carré. Anche se si pensa sia stata realizzata da Pitocrito intorno al 20 a.C., dunque in epoca ellenistica, c’è chi è convinto invece che la scultura appartenga al periodo classico.

Vergine delle Rocce (di Leonardo da Vinci)

vergine-rocce
Photo Credits
Dipinta da Leonardo da Vinci su commissione dei frati del convento della Concezione, la Vergine delle rocce è un capolavoro che rappresenta la Madonna, Gesù bambino, Giovanni Battista in atto di benedire il bambino e l’Angelo disposti all’entrata di una grotta. In questo paesaggio roccioso, in cui l’artista contrappone i massimi (la grotta) e i minimi (i fiori e le piante) realizzati con cura fin nei minimi particolari, ed illuminato dall’alto e dalle aperture sullo sfondo, vediamo l’Angelo indicare il Battista, in segno che la missione mistica è compiuta, in quanto Gesù è nato, e ora tocca agli uomini tramandarsi l’un l’altro gli annunci. Il dipinto è ricco di significati ermetici.

Amore e Psiche (di Antonio Canova)

amore-psiche
Photo Credits
Amore e Psiche è un’opera di estrema bellezza realizzata da Antonio Canova tra il 1788 e il 1793. Il gruppo scultoreo esposto al Louvre di Parigi vede Amore e Psiche guardarsi, pronti a scambiarsi un bacio. Nel particolare la scultura racconta la storia narrata da Apuleio, scrittore latino vissuto nel II secolo, che vede Venere invidiosa della bellissima Psiche. Per questo la dea mandò suo figlio Amore da lei, in modo che si innamorasse dell’essere più brutto della terra ricoprendosi di vergogna. Dopo un intenso amore tra i due, tenuto nascosto, Venere lancia una punizione su Psiche, ma Giove, compassionevole, aiuta Psiche che diventa una Dea e moglie di Amore.

La Libertà che guida il popolo (di Eugène Delacroix)

liberta-guida-popolo
Photo Credits
Datata 1830, la Libertà che guida il popolo è un’opera che racconta della lotta che hanno portato avanti i parigini contro Carlo X di Francia. Eugène Delacroix ha dato la massima importanza alla figura della Libertà, un nudo classico rivisitato in chiave moderna, che ricorda la Venere di Milo. La donna che rappresenta Marianne, terrestre quanto dea, guida persone di ogni rango sociale impugnando la bandiera repubblicana francese e un fucile, ed indossando il berretto frigio, un chiaro richiamo alla libertà.

Il Codice di Hammurabi

codice-hammurabi
Photo Credits
Il Codice di Hammurabi oggi conservato al Louvre di Parigi è una delle più antiche raccolte di leggi che è stata ritrovata a Susa, in Iran, da Jacques de Morgan, un esperto di archeologia di origini francesi. La stele di basalto nero, alta più di due metri, è stata realizzata durante il regno del re babilonese Hammurabi, tra il 1792 al 1750 a.C. e contiene 282 leggi. Alla sua sommità è rappresentato il re in piedi che venera il dio della giustizia Shmash, che a sua volta porge le leggi sacre al sovrano.

L’incoronazione di Napoleone (di Jacques-Louis David)

incoronazione-napoleone
Photo Credits
L’incoronazione di Napoleone, dipinto realizzato da Jacques-Louis David tra il 1805 e il 1807, rappresenta l’incoronazione di Napoleone Bonaparte e della moglie Giuseppina di Beauharnais che si è tenuta straordinariamente all’interno di Notre Dame di Parigi (solitamente queste funzioni avvenivano all’interno della Cattedrale di Reims). L’artista ha rappresentato con estrema devozione gli 80 invitati, persone dell’artistocrazia dell’epoca tutte realmente vissute; l’attenzione è tutta rivolta sulla corona che tiene tra le mani Napoleone e che sta per posare sul capo della consorte.

La Statua di Ebih-Il

ebih-II
Photo Credits
Scoperta all’interno del Tempio di Ishtar da André Parrot, la Statua di Ebih-Il raffigura il sovraintendente dell’antica città di Mari, in Siria. Oggi esposta al Musèe Du Louvre, l’opera è composta di alabastro lucido con intarsi di lapislazzuli e conchiglie. Il soggetto, un uomo rasato con la barba, prega seduto su un puof di vimini e guarda dritto davanti a sé con i suoi particolarissimi occhi blu realizzati con estrema cura nei dettagli.

Leggi anche:
10 cose che non sai sul Museo del Louvre di Parigi
Le piramidi del Louvre di Parigi, un mistero ancora irrisolto
I 5 consigli fondamentali per visitare il Museo del Louvre
Le 6 opere d’arte da non perdere al Centre Pompidou di Parigi
Le 10 opere da vedere assolutamente al Museo d’Orsay di Parigi

arrow_upward
x