I 5 caffè storici di Parigi frequentati da grandi scrittori e artisti del passato

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Tra l’800 e gli inizi del ‘900, Parigi era la meta imprescindibile dei grandi artisti, pittori, poeti, scrittori ed intellettuali. Arrivavano da tutta Europa ed anche da più lontano per respirare l’aria frizzante d’arte e di cultura della ville lumière. I café parisiens erano tra i luoghi preferiti da questi artisti per ritrovarsi la sera davanti un buon piatto, un bel bicchiere di vino (o più di uno) e nuvole di fumo a discutere d’arte, politica, attualità, correnti letterarie e per scambiarsi idee e pensieri.

Per tutti questi anni, molti dei caffè di Parigi hanno visto sedersi ai loro tavoli figure come Rousseau, Verlaine, Sartre, Cocteau, Picasso, Hemingway. Alcuni di questi locali accettavano, dagli artisti più conosciuti, addirittura di essere pagati con dipinti ed altre opere.

Se volete assaporare un po’ di questa atmosfera bohémienne di inizio secolo, ecco un piccolo tour tra i mitici locali della Parigi letteraria. Vi sentirete subito ispirati!

Qualunque sia l’epoca, che sia quella dei Rousseau, Verlaine, Sartre, Cocteau, Picasso o altri come Hemingway, gli artisti del tempo rimanevano fino a tardi di notte in alcuni bar facendoli entrare nella legenda. Facciamo, quindi, un piccolo tour tra gli indirizzi mitici della Parigi artistica e letterale.

Le Café Procope

http://www.procope.com
13, rue de l’Ancienne Comédie – 75006 Paris (Metro: Odéon)
Si tratta del caffè più antico di Parigi e vera e propria istituazione della capitale francese con il suo tipico arredamento. Qui, erano soliti sedersi Voltaire, Diderot, Rousseau per parlare di politica e filosifia. Nel 1800 era frequentato anche da Paul Verlaine, Victor Hugo, Alfred de Musset e Honoré de Balzac. Insomma ai suoi tavoli si sono consumate grandi discussioni sui massimi sistemi del mondo e scritte grandi pagine della letteratura francese.

Le Café de la Paix

http://www.cafedelapaix.fr
5, place de l’Opéra – 75009 Paris (Metro: Opéra)
Il rinomato Café de la Paix ha assunto, data la sua vicinanza all’Opéra Garnier, un ruolo importante nella vita di diversi personaggi della cultura e l’arte del periodo sin dalla sua apertura. Tra i suoi prestigiosi ospiti possiamo annoverare lo scrittore Émile Zola, Guy de Maupassant, Oscar Wilde, Marcel Proust, André Gide e ovviamente Ernest Hemingway, grande ammiratore della città francese.

La Closerie de Lilas

http://www.closeriedeslilas.fr
171, boulevard du Montparnasse – 75006 Paris (Metro: Raspail o Port-Royal(RER))
Questo caffè, situtato nel quartiere di Montparnasse, deve molta della sua fama tra gli artisti dell’epoca a Émile Zola che lo fece diventare punto d’incontro per le sue chiacchierate letterarie e artistiche con gli amici Paul Cézanne e Théophile Gautier. Nel secolo successivo Paul Verlaine e Guillaume Apollinaire contribuirono a rendere questo posto una vera e propria leggenda, facendolo diventare il loro luogo d’incontro ogni martedì. Anche numerosi scrittori americani come Ernest Hemingway, Scott Fitzgerald o Henry Miller si sono seduti ai suoi tavoli. E poi anche Oscar Wilde, Samuel Beckett e Jean Paul Sartre fecero della “Closerie des Lilas” il loro luogo prediletto.

Le Café de Flore

http://cafedeflore.fr
172, boulevard Saint-Germain – 75006 Paris (Metro: Saint-Germain-des-Prés)
Il leggendario “café” nel quartiere di a href=”http://www.vivaparigi.com/saint-germain-des-pres-parigi/”>Saint-Germain-des-Prés ha accolto nel corso del ‘900 alcuni tra i più importanti nomi della letteratura mondiale. Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir ci passavano quasi 8 ore al giorno. Albert Camus, Boris Vian e Jacques Prévert si ritrovavano qui molto spesso per discutere sulla corrente esistenzialista.

La Rotonde

http://www.larotonde.com
6-8, place de la Bataille de Stalingrad – 75019 Paris (Metro: Stalingrad)
Come la “Closerie des Lilas”, anche “La Rotonde” contribuì molto alla migrazione di numerosi pittori da Montmartreverso la zona di Montparnasse. Nei primi decenni del ‘900 Guillaume Apollinaire era cliente fisso del posto. Sarà frequentato successivamente anche da Amedeo Modigliani e da alcuni surrealisti come André Breton, Louis Aragon, Jacques Prévert e Raymond Queneau che fecero diventare La Rotonde il loro quartier generale. Ovviamente divenne tappa anche degli scrittori americani che in quegli anni, stimolati dal fervente clima culturale parigino, passavano diverso tempo nella capitale francese: Hemingway, Francis Scott Fitzgerald e Henri Miller.

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