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	<title>Cosa fare/vedere in Francia &#8211; Viva Parigi</title>
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	<description>La guida turistica degli Italiani a Parigi</description>
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		<title>Provins: l&#8217;affascinante borgo medievale nei dintorni di Parigi</title>
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		<pubDate>Sun, 03 May 2026 06:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare/vedere in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Dintorni di Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi: Cosa fare e vedere]]></category>
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					<description><![CDATA[Provins è un affascinante borgo medioevale che dista meno di 100 chilometri dalla capitale francese, nel dipartimento di Seine-et-Marne dell&#8217;Île-de-France (la regione di Parigi). Questo borgo, abitato fin dai tempi degli antichi romani, con il passare del tempo, grazie alla sua posizione strategica, diventò uno dei più importanti poli di commercio e di cultura d&#8217;Europa, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Provins è un affascinante borgo medioevale che dista meno di 100 chilometri dalla capitale francese</strong>, nel dipartimento di Seine-et-Marne dell&#8217;Île-de-France (la regione<span id="more-4370"></span> di Parigi). Questo borgo, abitato fin dai tempi degli antichi romani, con il passare del tempo, grazie alla sua posizione strategica, diventò uno dei più importanti poli di commercio e di cultura d&#8217;Europa, con sbocchi che lo resero una tappa ideale durante i viaggi tra l&#8217;Italia e le Fiandre.</p>
<p><strong>Le mura e le torri di epoca medioevale rimangono in piedi ancora oggi in uno stato di conservazione eccellente</strong>. Gli edifici fortificati sono attualmente protetti dall&#8217;Unesco, che li ha dichiarati patrimonio dell&#8217;umanità nel 2001.</p>
<p>Il villaggio ospita numerosi edifici sacri di grande valore storico e culturale, come per esempio la <em>Collégiale Saint-Quiriace</em>, un suggestivo edificio le cui decorazioni interne e la cupola risalgono al XVII secolo.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-collegiale-590x350.jpg" alt="" width="590" height="350" class="alignnone size-large wp-image-18266" srcset="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-collegiale-590x350.jpg 590w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-collegiale-105x62.jpg 105w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-collegiale-180x107.jpg 180w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-collegiale-768x456.jpg 768w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-collegiale-150x89.jpg 150w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-collegiale.jpg 1200w" sizes="(max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p>La <em>Tour César</em>, un altro punto saliente di Provins, è uno dei simboli più riconoscibili del luogo. Risalente al XII secolo, la struttura è stata edificata in una posizione dominante che potesse sovrastare l&#8217;intera valle, come simbolo dell&#8217;influenza del Conte di Champagne, che all&#8217;epoca era il signore di Provins.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-tour-cesar-590x350.jpg" alt="" width="590" height="350" class="alignnone size-large wp-image-18269" srcset="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-tour-cesar-590x350.jpg 590w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-tour-cesar-105x62.jpg 105w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-tour-cesar-180x107.jpg 180w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-tour-cesar-768x456.jpg 768w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-tour-cesar-150x89.jpg 150w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-tour-cesar.jpg 1200w" sizes="(max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p>A testimonianza dell&#8217;antica storia di scambio e commercio che ha definito l&#8217;evoluzione di Provins, il borgo ospita l&#8217;<em>Hostellerie de la Croix D&#8217;Or</em>, che è stata attiva nel 1200, ed è considerato <strong>l&#8217;albergo più antico della storia della Francia</strong>. Oggi, l&#8217;edificio dall&#8217;immenso valore storico e culturale è un ristorante che offre autentiche e saporite specialità locali.</p>
<p>Da non perdere anche i famosi sotterranei della città che si articolano per ben 10 Km. Creati per estrarre la roccia sembra siano stati utilizzati anche dai cavalieri templari e dalla massoneria francese. Il tour gridato dei sotterranei dura circa 45 minuti.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-sotterranei-590x350.jpg" alt="" width="590" height="350" class="alignnone size-large wp-image-18268" srcset="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-sotterranei-590x350.jpg 590w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-sotterranei-105x62.jpg 105w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-sotterranei-180x107.jpg 180w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-sotterranei-768x456.jpg 768w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-sotterranei-150x89.jpg 150w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/08/provins-sotterranei.jpg 1200w" sizes="(max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p>A parte l’affascinante cornice medioevale, il borgo di Provins ospita spesso degli <strong>affascinanti spettacoli a carattere storico</strong>, che ben si sposano con l’ambiente circostante. Una delle attrazioni più affascinanti sono senza dubbio gli spettacoli di falconeria, l’arte di ammaestrare aquile, un tempo utilizzate per la caccia. Molto popolari anche gli spettacoli &#8220;cappa e spada&#8221; che offrono delle interpretazioni davvero avvincenti di periodi storici come il ritorno dalle crociate di Tebaldo IV e molti altri spettacoli incentrati sull’affascinante e leggendaria figura del cavaliere.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" title="Spettacolo con i falchi" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2014/08/provins-spettacolo.jpg" alt="Spettacolo con i falchi" width="590" height="350" /></p>
<p><strong>Provins è un posto davvero affascinante che vale la pena considerare se state pianificando un escursione da Parigi</strong>. Si può visitare il tutto in una giornata intensa, ma se volete rilassarvi, l’area è piena di soluzioni per il pernottamento aperte a tutti i tipi di portafoglio, dal bed and breakfast fino all’albergo di lusso. Consigliamo </p>
<p>Questa piccola cittadina si può raggiungere facilmente in circa un&#8217;ora da Gare de l&#8217;est, con la <a href="https://www.transilien.com/fr/page-lignes/ligne-p" rel="noopener" target="_blank">linea P</a> direzione Provins. Dato che si trova in zona 5 il costo del viaggio è decisamente esiguo. Consigliamo inoltre l&#8217;acquisto del Pass Provins, che con un unico biglietto permette di visitare tutte le attrazioni principali.</p>
<p>Altre informazioni in dettaglio sono disponibili sul sito ufficiale dell&#8217;ufficio turistico di Provins: <a href="https://www.provins.net" target="_blank" rel="noopener">https://www.provins.net</a>.</p>
<p>Leggi anche:</p>
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<li><a href="https://www.vivaparigi.com/weekend-in-normandia-le-spiagge-dello-sbarco/">Weekend in Normandia: le spiagge dello sbarco</a></li>
<li><a href="https://www.vivaparigi.com/mont-saint-michel/">Mont Saint Michel: un luogo incantevole tra storia, cultura e tanta natura</a></li>
<li><a href="https://www.vivaparigi.com/etretat/">Étretat: falesie, fiori e tesori da scoprire</a></li>
</ul>
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		<item>
		<title>Weekend in Normandia: le 5 spiagge dello sbarco da vedere assolutamente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[vivaparigi.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 06:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare/vedere in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi: Cosa fare e vedere]]></category>
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					<description><![CDATA[A poche ore da Parigi è possibile rivivere i momenti storici e drammatici dello sbarco in Normandia andando sulle spiagge che dal 6 giugno 1944 segnarono una svolta sullo sviluppo della Seconda Guerra Mondiale e sul futuro della nostra società. Alla fine del D-Day, 156.000 truppe sbarcarono in Normandia. Nei 6 mesi successivi passarono di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A poche ore da Parigi è possibile rivivere i momenti storici e drammatici dello sbarco in Normandia</strong> andando sulle spiagge che dal 6 giugno 1944 segnarono una svolta<span id="more-3251"></span> sullo sviluppo della Seconda Guerra Mondiale e sul futuro della nostra società. Alla fine del D-Day, 156.000 truppe sbarcarono in Normandia. Nei 6 mesi successivi passarono di qua otre 4 milioni di soldati. 100.000 soldati, tra alleati e tedeschi, persero la vita in questo scontro.</p>
<p><strong>Per chi vuole passare un weekend storico-culturale a poche ore di treno da Parigi</strong>, in Normandia si possono trovare bunker, cimiteri militari e numerosi musei e memoriali dedicati a questa pagina di storia che le prossime generazioni dovranno ricordare perché non si ripeta mai più.</p>
<p><strong>Tra le 5 spiagge dello sbarco la più conosciuta è sicuramente Omaha Beach</strong>. Situata a Colleville-sur-Mer è stata teatro di enormi perdite da parte degli alleati e porta infatti il triste soprannome di <em>Bloody Omaha</em>. Dietro la spiaggia si trova il cimitero americano caratterizzato dalle circa 9300 croci bianche perfettamente allineate su un prato di erba verde. L&#8217;impatto visivo è molto emozionante. Il <a href="http://www.musee-memorial-omaha.com" target="_blank" rel="noopener">museo di Omaha</a> raccoglie una grande collezione di armi, foto e uniformi della Seconda Guerra Mondiale.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2014/05/omaha-beach.jpg" alt="Omaha Beach" title="Omaha Beach" width="590" height="350" /><br />
<a class="infoimg" href="https://www.flickr.com/photos/erikkristensen/4823862902/" target="_blank" rel="noopener">Foto di Erik Cleves Kristensen</a></p>
<p><strong>A sei chilometri a ovest di Omaha Beach si trova la Pointe du Hoc</strong>, una falesia alta circa 30 metri ed estesa per circa 6 km e mezzo. In questo tratto le forze alleate sorpresero i tedeschi che non si aspettavano uno sbarco in questo punto così impervio. Qui sono ancora molto visibili i segni della violenza dei combattimenti: i crateri lasciati dalle bombe e le postazioni tedesche distrutte.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2014/05/pointe-du-hoc-1.jpg" alt="Pointe du Hoc" title="Pointe du Hoc" width="590" height="350" /><br />
<a class="infoimg" href="https://www.flickr.com/photos/christopherbrown/" target="_blank" rel="noopener">Foto di christopher_brown</a></p>
<p><strong>Il settore americano comprendeva ad ovest la spiaggia rinominata Utah Beach</strong>, nel comune di Sainte-Marie-du-Mont. Oltre al <a href="https://utah-beach.com/" target="_blank" rel="noopener">museo</a> si trovano qua molti monumenti alla gloria dei militari caduti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2014/05/pointe-du-hoc-2.jpg" alt="Pointe du Hoc" title="Pointe du Hoc" width="590" height="350" /><br />
<a class="infoimg" href="https://www.flickr.com/photos/caspermoller/2677055752/" target="_blank" rel="noopener">Foto di Casper Moller</a></p>
<p><strong>Juno Beach fu la spiaggia dei militari di origine canadese</strong>. Situata tra Saint-Aubin-sur-Mer e Courseulles-sur-Mer fu teatro di un duro scontro, ai livelli di quello ad Omaha Beach, nella prima ora il 50% dei soldati perse la vita. Da qua si possono raggiungere a piedi anche le spiagge dove sbarcarono gli inglesi: <strong>Gold Beach</strong>, posta tra Omaha Beach e Juno Beach, e <strong>Sword Beach</strong>, tra Lion-sur-Mer e Saint-Aubin-sur-Mer.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2014/05/cimitero-americano.jpg" alt="Cimitero americano" title="Cimitero americano" width="590" height="350" /><br />
<a class="infoimg" href="https://www.flickr.com/photos/dahlstroms/1240133050/" target="_blank" rel="noopener">Foto di Håkan Dahlström</a></p>
<p><strong>Al centro della zona dello sbarco denominata Gold Beach consigliamo una visita ad Arromanches-les-Bains</strong>, la cui spiaggia fu utilizzata i giorni successivi allo sbarco come porto artificiale. Costruito in soli 12 giorni, questo porto raggiunse un rendimento superiore a quello dei porti già esistenti delle città vicine di Cherhourg e di Le Havre. Qui sbarcarono oltre 2,5 milioni di uomini, 500 000 veicoli e 4 milioni di tonnellate di materiale. A ricordarlo un <a href="http://www.musee-arromanches.fr/accueil/index.php?lang=it" target="_blank" rel="noopener">museo</a> e i resti del porto prefabbricato in Inghilterra e delle 17 navi affondate appositamente per formare un frangi onde.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2014/05/cimitero-tedesco.jpg" alt="Cimitero tedesco" title="Cimitero tedesco" width="590" height="350" /><br />
<a class="infoimg" href="https://www.flickr.com/photos/charlo_be/2763746986/" target="_blank" rel="noopener">Foto di charlo.be</a></p>
<p><strong>Merita sicuramente una visita anche il cimitero dei soldati tedeschi di La Cambe</strong>. Questo cimitero accoglie oltre 20.000 soldati caduti in Normandia, di cui molti giovanissimi. Caratteristica è la grande croce di 5 metri in basalto posizionata al centro della struttura.</p>
<p><strong>Ogni anno nel mese di giugno sono organizzati moltissimi eventi</strong>, sfilate e manifestazioni in ricordo dei caduti in battaglia durante lo sbarco. Tutto l&#8217;anno sono sempre attivi tour guidati per visitare le spiagge. Tra questi diversi sono organizzati anche con partenze da Bayeux e Caen, raggiungibili in circa 2 ore di treno da Parigi.</p>
<p>Leggi anche:</p>
<ul class="leggi">
<li><a href="https://www.vivaparigi.com/mont-saint-michel/">Mont Saint Michel: un luogo incantevole tra storia, cultura e tanta natura</a></li>
<li><a href="https://www.vivaparigi.com/saint-malo/">Saint-Malo: la splendida città dei corsari</a></li>
<li><a href="https://www.vivaparigi.com/etretat/">Étretat: falesie, fiori e tesori da scoprire</a></li>
<li><a href="https://www.vivaparigi.com/amboise-castello-reale-tomba-leonardo-da-vinci/">Amboise: il Castello Reale e la tomba di Leonardo da Vinci</a></li>
<li><a href="https://www.vivaparigi.com/le-5-piu-belle-spiagge-a-due-ore-da-parigi/">Le 5 più belle Spiagge a due ore da Parigi</a></li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Albi: la piccola città episcopale patrimonio dell’umanità</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 06:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare/vedere in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi: Cosa fare e vedere]]></category>
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					<description><![CDATA[Lungo le rive del fiume Tarn, nella regione dei Midi-Pirenei, si trova Albi, una città con un&#8217;atmosfera e colori unici: rosa tenue al mattino, arancio acceso al pomeriggio e rosso scuro la sera. Originariamente abitata dai Celti ed in seguito dai romani che le diedero il nome di Albigia, fu qui che nel medioevo si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lungo le rive del fiume Tarn, nella regione dei Midi-Pirenei, si trova Albi</strong>, una città con un&#8217;atmosfera e colori unici: rosa tenue al mattino, arancio acceso al pomeriggio<span id="more-5211"></span> e rosso scuro la sera.</p>
<p><strong>Originariamente abitata dai Celti ed in seguito dai romani</strong> che le diedero il nome di Albigia, fu qui che nel medioevo si sviluppò il gruppo eretico dei catari, che presero dalla città il luogo di Albigesi.</p>
<p><strong>Nello stesso periodo furono inoltre costruiti il Ponte Vecchio, che è ancora oggi praticato ed utilizzabile dopo più di 1000 anni</strong> dalla sua costruzione, e <strong>la Basilica di Santa Cecilia, il più grande edificio in mattoni del mondo</strong>. La basilica è particolare per il forte contrasto tra l’austerità dell’esterno, in mattoni rosa, e le ricche decorazioni dell’interno, dove si possono apprezzare affreschi, dipinti ed un organo del diciottesimo secolo.</p>
<p><strong>Grazie alla basilica e al suo centro scrittorio, la città ebbe un periodo di forte sviluppo</strong>: il Ponte Vecchio venne fortificato con un ponte levatoio, la città venne divisa in quartieri circondati da mura e nei suoi sobborghi sorsero mulini e fattorie. Si sviluppò inoltre la coltivazione del guado, una pianta dalla quale si poteva estrarre un pigmento azzurro: la produzione di coloranti divenne ben presto una delle attività più floride della città nel periodo rinascimentale, come testimoniato dai grandi palazzi realizzati dai mercanti, ancora oggi visibili e visitabili.</p>
<p><strong>Gli stessi mattoni utilizzati nella costruzione della basilica, i tipici mattoni rosa di Albi, furono utilizzati per il centro storico</strong>, che nel 2010 è stato inserito nella lista dei luoghi considerati <strong>patrimonio dell’umanità dall’UNESCO</strong>. Esso è infatti uno dei meglio conservati della <em>Langue d&#8217;oc</em>, realizzato nello stile tipico della regione. Degno di nota è anche il Palais de la Berbie, l’ex palazzo arcivescovile costruito nel medioevo come una fortezza. In epoca rinascimentale all’edificio furono aggiunti dei giardini, che ancora oggi costituiscono una delle principali attrazioni turistiche del centro abitato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/06/albi-francia.jpg" alt="" width="590" height="350" class="alignnone size-full wp-image-13702" srcset="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/06/albi-francia.jpg 590w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/06/albi-francia-105x62.jpg 105w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/06/albi-francia-180x107.jpg 180w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/06/albi-francia-30x18.jpg 30w" sizes="auto, (max-width: 590px) 100vw, 590px" /><br />
<a class="infoimg" href="https://simple.wikipedia.org/wiki/File:Albi_-_Palais_de_la_Berbie.jpg" target="_blank" rel="noopener">Foto di Jean-Christophe BENOIST</a></p>
<p><strong>Una parte importante della storia della città è costituita dai cosiddetti Mulini di Albi</strong>, un complesso commerciale sorto tra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo. A discapito del nome, non producevano soltanto farina ma anche prodotti finiti, come ad esempio cappelli, la cui produzione costituì nell’ottocento un’attività molto florida per la cittadina.</p>
<p><strong>Albi diede inoltre i natali all’artista francese Henri de Toulouse-Lautrec, al quale è dedicato il Musèe Toulouse-Lautrec</strong>, che contiene la più grande collezione al mondo dedicata all’artista, con oltre mille pezzi tra disegni e dipinti.</p>
<p><strong>Uno dei periodi migliori per visitare Albi è senza dubbio quello invernale</strong>: a ridosso delle festività, infatti, la città si anima di mille colori e decorazioni, ed è possibile visitare i tipici mercatini natalizi e gustare le specialità tipiche della zona.</p>
<h2>Albi</h2>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m18!1m12!1m3!1d367803.88370720414!2d2.13230035!3d43.92899049999998!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x12adc2b17997b70b%3A0x406f69c2f3bf0e0!2sAlbi!5e0!3m2!1sfr!2sfr!4v1413283926158" width="590" height="350" frameborder="0" style="border:0"></iframe></p>
<p>Leggi anche:</p>
<ul class="leggi">
<li><a href="https://www.vivaparigi.com/carcassonne/">Carcassonne, l’antica città fortificata francese</a></li>
<li><a href="https://www.vivaparigi.com/weekend-in-normandia-le-spiagge-dello-sbarco/">Weekend in Normandia: le 5 spiagge dello sbarco da vedere assolutamente</a></li>
<li><a href="https://www.vivaparigi.com/mont-saint-michel/">Mont-Saint-Michel: un luogo incantevole tra storia, cultura e tanta natura</a></li>
<li><a href="https://www.vivaparigi.com/castelli-francia/">I 15 Castelli più belli di Francia</a></li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Giverny: il villaggio francese dove nacque l&#8217;impressionismo</title>
		<link>https://www.vivaparigi.com/giverny/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[vivaparigi.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 06:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare/vedere in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Dintorni di Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi: Cosa fare e vedere]]></category>
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					<description><![CDATA[Il piccolo villaggio di Giverny, nella regione Haute-Normandie, è conosciuto ai più come la dimora del celebre pittore Claude Monet. Questo pittore è stato uno dei più stimati pionieri dello stile dell&#8217;impressionismo, una corrente artistica in cui i pittori non cercavano solo di offrire una rappresentazione di un soggetto in modo realistico, come un paesaggio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il piccolo villaggio di Giverny, nella regione Haute-Normandie, è conosciuto ai più come la dimora del celebre pittore Claude Monet</strong>. Questo pittore è stato uno<span id="more-4368"></span> dei più stimati pionieri dello stile dell&#8217;impressionismo, una corrente artistica in cui i pittori non cercavano solo di offrire una rappresentazione di un soggetto in modo realistico, come un paesaggio o una natura morta, ma cercavano di esprimere i propri sentimenti e le proprie riflessioni attraverso le loro opere.</p>
<p>Nel caso di Monet, ad esempio, <strong>il soggetto veniva molto spesso filtrato attraverso colori, trame e consistenze</strong>, più importanti per esprimere il punto di vista dell&#8217;artista rispetto a un ritratto il più scientifico possibile.</p>
<p>Non è un mistero che <strong>la bellezza della natura che circonda Giverny sia stata una grandissima fonte di ispirazione per Monet</strong>, che ha vissuto nel villaggio fino al 1926. La sua dimora è oggi diventata la Fondation Claude Monet. Data l&#8217;importanza di questo artista, una delle maggiori attrattive di questo villaggio è proprio il suo collegamento con quest&#8217;ultimo (e quindi con la corrente dell&#8217;impressionismo in generale, di cui Monet è uno dei più grandi ispiratori).</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2014/08/giverny-2.jpg" alt="Giverny" title="Giverny" width="590" height="350" /><br />
<a class="infoimg" href="https://www.flickr.com/photos/ell-r-brown/3747195760" target="_blank" rel="noopener">Foto di Elliott Brown</a></p>
<p><strong>Il museo dell&#8217;impressionismo di Giverny</strong> ospita varie mostre dedicate a questa forma d&#8217;arte ogni anno, prestando particolare attenzione agli artisti locali, ma non solo.</p>
<p><strong>Se siete degli amanti dell’arte, vale assolutamente la pena di visitare il museo e la fondazione Claude Monet</strong>. Il villaggio è relativamente vicino alla capitale francese, ed è possibile raggiungerlo in poco più di tre quarti d’ora di viaggio in treno direttamente da Parigi. La vicinanza con la città lo rende una meta flessibile, assolutamente ideale per escursioni giornaliere per chiunque abbia voglia di uscire dai limiti cittadini.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2014/08/giverny-giardino.jpg" alt="Giverny" title="Giverny" width="590" height="350" /><br />
<a class="infoimg" href="https://www.flickr.com/photos/savannahgrandfather/5514002437" target="_blank" rel="noopener">Foto di Bruce Tuten</a></p>
<p>A parte il patrimonio artistico, Giverny, come detto in precedenza, è circondata da una bellissima cornice bucolica che diventa un mosaico di colori durante la prima vera, quando i fiori sbocciano. Un solo sguardo a questa bellezza e <strong>capirete all’istante da dove è venuta fuori l’ispirazione che ha permesso a molti artisti di creare i loro capolavori</strong>! </p>
<p>Il cimitero di Giverny ospita anche <strong>la tomba dove riposa Claude Monent</strong> e la sua famiglia.</p>
<p>La collezione del museo degli impressionisti di Giverny mette in evidenza l&#8217;influenza dell&#8217;arte di Claude Monet sui suoi contemporanei e le successive generazioni di artisti. Per arrivarci occorre prendere il treno da Paris Saint-Lazare verso Rouen, scendendo a Vernon. Un servizio di bus collega questa stazione con il museo. Altre informazioni sono sul sito: <a href="http://www.mdig.fr" target="_blank" rel="noopener">www.mdig.fr</a></p>
<p>A pochi passi dal museo, nella fondazione si può visitare la casa dove abitò Claude Monet, la sua ricca collezione di stampe giapponesi, l&#8217;atelier di lavoro, un giardino con piante orientali e naturalmente le ninfee. Per godere appunto del giardino in tutto il suo splendore raccomandiamo la visita in primavera o estate. Informazioni su: <a href="https://fondation-monet.com" target="_blank" rel="noopener">https://fondation-monet.com</a></p>
<h2>Giverny</h2>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m18!1m12!1m3!1d41812.29946993228!2d1.4984885795900509!3d49.08153370322732!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x47e6c8e2b4ec4081%3A0x40c14484fbba300!2sGiverny%2C+Francia!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1530608169914" width="590" height="350" frameborder="0" style="border:0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Il Castello di Chenonceau, un angolo incantato ricco di arte e storia</title>
		<link>https://www.vivaparigi.com/castello-di-chenonceau/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[vivaparigi.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 06:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare/vedere in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi: Cosa fare e vedere]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;affascinante Castello di Chenonceau è il secondo monumento storico più visitato di Francia, dopo la Reggia di Versailles. Quest&#8217;edificio unico al mondo nel suo stile si trova nella Valle della Loira ed è posizionato letteralmente sul fiume Cher. Dal 1840 è Monumento Storico, mentre il parco che lo circonda lo è diventato nel 1962. Risalente al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;affascinante Castello di Chenonceau è il secondo monumento storico più visitato di Francia, dopo la <a href="https://www.vivaparigi.com/reggia-di-versailles/">Reggia di Versailles</a></strong>. Quest&#8217;edificio unico al mondo nel suo stile si trova nella<span id="more-10273"></span> Valle della Loira ed è posizionato letteralmente sul fiume Cher. Dal 1840 è Monumento Storico, mentre il parco che lo circonda lo è diventato nel 1962.</p>
<p><strong>Risalente al Rinascimento, quest’elegante castello deve la sua fama ai suoi giardini e alla sua storia particolare</strong>. È, infatti, chiamato “Castello delle Dame” poiché la sua realizzazione, il suo ampliamento e, soprattutto, la sua sopravvivenza ruotarono sempre intorno alla vita di grandi donne passate alla storia: ricordiamo qui Katherine Briçonnet, che ne volle la costruzione nel 1513, Diane de Poitiers (amante di Enrico II e duchessa del Valentinois, nonché proprietaria del castello) e Caterina de’ Medici, le quali lo modificarono e ingrandirono, e infine Madame Dupin che, durante la <a href="https://www.vivaparigi.com/la-rivoluzione-francese-e-il-decennio-che-cambio-per-sempre-la-storia-mondiale/">Rivoluzione Francese</a>, riuscì a salvare il complesso dalla furia della Guardia Rivoluzionaria.</p>
<p><strong>Tutte loro riuscirono a proteggere l’edificio dalla distruzione e dalle guerre</strong>. La forte impronta di queste donne coraggiose è evidente soprattutto nella raffinatezza del castello e nei suoi immensi giardini. Perfettamente integrato nella natura, il castello di Chenonceau ha sempre dato importanza ai suoi giardini, a partire dal suo immenso viale alberato. A Diane de Poitiers dobbiamo la creazione del ponte sul fiume e dei giardini lungo le sue rive: in uno di questi, c’è una fontana con un getto d’acqua di circa sei metri.</p>
<p><strong>A Caterina de’ Medici si deve un parco di 5.500 kmq con giardini all’italiana</strong> (tra cui il Giardino Verde ideato da Bernard Palissy), un labirinto di oltre un ettaro e un orto botanico che ospita 130.000 specie di fiori.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2016/06/castello-chenonceau-francia.jpg" alt="" width="590" height="350" class="alignnone size-full wp-image-13566" srcset="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2016/06/castello-chenonceau-francia.jpg 590w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2016/06/castello-chenonceau-francia-105x62.jpg 105w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2016/06/castello-chenonceau-francia-180x107.jpg 180w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2016/06/castello-chenonceau-francia-30x18.jpg 30w" sizes="auto, (max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p><strong>Ma anche l’interno del castello è assolutamente da visitare</strong>. Le stanze sono tutte finemente arredate, denotando la presenza del gusto femminile. Ricordiamo qui la Stanza di Diane de Poitiers, la Stanza di Caterina de’ Medici, la Camera di Gabrielle d’Estrées e quella di Louise de Lorraine che, però, si distingue dal resto del complesso per il suo aspetto cupo: la donna, infatti, cadde in una profonda depressione dopo la morte del marito Enrico III, così la sua camera è scura e arredata con dipinti religiosi piuttosto macabri.</p>
<p><strong>Ancora, da vedere sono la Stanza delle Cinque Regine</strong>, la Stanza di Francesco I -dove c’è il più grande camino del castello-, lo Studio Verde di Caterina de’ Medici e le cucine ricavate dai piloni del ponte.</p>
<p><strong>Tutto qui è perfettamente conservato e sottoposto a restauro: arredi, soffitti affrescati, decorazioni, dipinti e arazzi</strong>. Il castello, inoltre, ospita una notevole collezione museale di quadri: <strong>opere del Tintoretto, del Correggio o di Murillo, Poussin, Van Loo e Rubens</strong>. Qui troviamo anche una rara collezione di arazzi dei maestri fiamminghi (XVI secolo) e una raccolta di stampe antiche che rappresentano il castello di Chenonceau nelle varie epoche e nelle sue trasformazioni, anche più recenti: ad esempio, durante la Grande Guerra una parte del complesso (la splendida galleria sul fiume) fu utilizzata come ospedale; nella II Guerra Mondiale fu invece usato come via di fuga dalle zone occupate dai tedeschi.</p>
<p><strong>Per raggiungere il castello partendo da Parigi</strong> è possible prendere il TGV dalla stazione di Montparnasse fino alla stazione Saint-Pierre-des-Corps a Tours. Una volta arrivati occorre prendere il treno regionale per Chenonceau. Il castello è a pochi passi dalla stazione, mentre il tempo di percorrenza totale è di circa 2 ore.</p>
<h2>Château de Chenonceau</h2>
<p><a href="https://www.chenonceau.com" target="_blank" rel="noopener">https://www.chenonceau.com</a><br />
<em>37150 Chenonceaux, France</em></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m14!1m8!1m3!1d10817.843561858454!2d1.0703005!3d47.3248696!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x0%3A0x261259efc9ff1001!2sCh%C3%A2teau+de+Chenonceau!5e0!3m2!1sfr!2sit!4v1447405065622" width="590" height="350" frameborder="0" style="border:0" allowfullscreen></iframe></p>
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</ul>
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		<title>Mont-Saint-Michel: un luogo incantevole tra storia, cultura e tanta natura</title>
		<link>https://www.vivaparigi.com/mont-saint-michel/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[vivaparigi.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2026 06:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare/vedere in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi: Cosa fare e vedere]]></category>
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					<description><![CDATA[A poche ore di bus da Parigi si trova il Mont-Saint-Michel: un vero e proprio simbolo del nord della Francia, non solo grazie allo scenario davvero particolare, ma anche per il fatto che l&#8217;omonima abbazia è uno degli edifici più visitati e amati dell&#8217;intera Europa, tanto che l&#8217;Unesco ha deciso di renderlo patrimonio mondiale protetto. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A poche ore di bus da Parigi si trova il Mont-Saint-Michel: un vero e proprio simbolo del nord della Francia</strong>, non solo grazie allo scenario davvero particolare, ma anche<span id="more-3375"></span> per il fatto che l&#8217;omonima abbazia è uno degli edifici più visitati e amati dell&#8217;intera Europa, tanto che l&#8217;Unesco ha deciso di renderlo patrimonio mondiale protetto.</p>
<p>Questo particolare isolotto roccioso che <strong>spunta dalla Manica di fronte alla costa della Normandia</strong> è caratterizzato dall&#8217;abbazia costruita sulla cima, storica meta di pellegrinaggi già dal X secolo.</p>
<p><strong>Secondo la leggenda, l&#8217;arcangelo Michele apparve nel 709 al vescovo di Avranches</strong> (Sant&#8217;Auberto) chiedendo che gli fosse costruita e dedicata una chiesa su questo monte. Il vescovo ignorò per due volte la richiesta finché san Michele non gli bruciò il cranio con un foro provocato dal tocco del suo dito, lasciandolo tuttavia in vita. Il cranio di del vescovo con il foro è conservato nella cattedrale di Avranches.</p>
<p><strong>L&#8217;ambientazione molto particolare di questo luogo ne ha fatto da sempre sede di templi e riti religiosi, anche prima dell&#8217;arrivo del Cristianesimo</strong>. L&#8217;abbazia attuale è composta da un sovrapporsi di epoche e stili differenti. Nata in epoca benedettina, subì nel corso del tempo profonde trasformazioni nello stile: dal carolingio, al romanico e al gotico.</p>
<p><strong>Durante la guerra dei cent&#8217;anni l&#8217;abbazia divenne una fortezza utilizzata contro gli attacchi inglesi</strong>, con una nuova cinta muraria che circonda tutt&#8217;ora il borgo sottostante. Con la Rivoluzione francesi i monaci furono cacciati e l&#8217;abbazia divenne una prigione. Dal 1863, per decreto imperiale, l&#8217;abbazia tornò alla Chiesa. Attualmente è abitata da una piccola comunità monastica.</p>
<p><strong>È interessante notare come un intero ecosistema urbano si sia sviluppato intorno a questa abbazia</strong>, proprio in perfetto stile medioevale, un tempo in cui la Chiesa era considerata il centro dell&#8217;aggregazione sociale dei cittadini.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2014/06/mont-saint-michel-2.jpg" alt="Mont Saint Michel" title="Mont Saint Michel" width="590" height="350" /><br />
<a class="infoimg" href="https://www.flickr.com/photos/veroyama/2199090579/" target="_blank" rel="noopener">Foto di veroyama</a></p>
<p><strong>Queste premesse non sono solamente interessanti per gli appassionati di storia, arte e cultura</strong>, ma costituiscono un complesso davvero mozzafiato e affascinante. Si tratta di un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato, permettendo ai visitatori di respirare un&#8217;atmosfera di epoche passate che sarebbe assolutamente impossibile da sperimentare altrove.</p>
<p><strong>La natura è la costante</strong>. Le costruzioni storiche godono della cornice di un paesaggio che è in bilico tra mare e montagna, offrendo un compromesso straordinario tra le due diverse ambientazioni: un vero e  proprio compromesso tra i paesaggi costieri e le vedute rurali di un&#8217;Europa senza tempo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2014/06/mont-saint-michel-3.jpg" alt="Mont Saint Michel" title="Mont Saint Michel" width="590" height="350"/><br />
<a class="infoimg" href="https://www.flickr.com/photos/mctraba/8295131490/" target="_blank" rel="noopener">Foto di Paolo Trabattoni</a></p>
<p><strong>Molti appassionati di natura, attività all&#8217;aperto e paesaggistica, si recano al Mont-Saint-Michel</strong> per godere dell&#8217;affascinante spettacolo delle maree, che sono molto visibili nelle acque del promontorio locale e che possono ritrarsi anche fino a 15 m durante gli equinozi di primavera e di autunno.</p>
<p>L&#8217;area circostante, intorno all&#8217;abbazia e al borgo medioevale sottostante, è <strong>ideale per poter scoprire la cultura del nord della Francia</strong>: un punto di partenza perfetto per sperimentare le abitudini le atmosfere dell’area circostante, ma anche per poter godere della cucina locale in una delle tantissime trattoria di campagna presenti nell’area!</p>
<p><strong>La cucina di questa zona è molto rinomata per le eccellenti carni pregiate</strong>, incluso il famoso agnello <em>presalé</em>, vero e proprio fiore all’occhiello della cucina locale, che combina antiche tradizioni a ingredienti locali di altissima qualità.</p>
<p><img decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2014/06/mont-saint-michel-41.jpg" alt="Mont Saint Michel" title="Mont Saint Michel" width="590" style="height:auto" /><br />
<a class="infoimg" href="https://www.flickr.com/photos/shadowgate/4520098293/" target="_blank" rel="noopener">Foto di Shadowgate</a></p>
<p>Villaggi del calibro di Beauvoir ospitano moltissimi ristoranti, alberghi e bed end breakfast davvero allettanti e memorabili, ma per un&#8217;esperienza del territorio in modo ancora più verace ed autentica, è consigliabile fermarsi nel piccolo borgo del Mont-Saint-Michel, il cui fascino sarà sicuramente in grado di rimanere impresso nella vostra memoria per molto tempo a venire.</p>
<h2>Mont-Saint-Michel</h2>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m18!1m12!1m3!1d21097.879863264574!2d-1.5462265240606197!3d48.624485272961955!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x480ea8d67c9ceeb3%3A0xc5834ce47e0dc3fe!2s50170+Le+Mont-Saint-Michel!5e0!3m2!1sfr!2sfr!4v1496473710263" width="590" height="350" frameborder="0" style="border:0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Chambord, un castello da favola immerso tra natura e passato</title>
		<link>https://www.vivaparigi.com/castello-di-chambord/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[vivaparigi.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2026 07:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare/vedere in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi: Cosa fare e vedere]]></category>
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					<description><![CDATA[Il castello di Chambord è un esempio di architettura combinata tra eleganza e fantasia fiabesca, la sua struttura tondeggiante è davvero singolare, con una facciata è lunga 128 metri, con 440 locali, 365 camini e 800 capitelli scolpiti, solo per dare qualche numero. Si tratta di uno dei più grandi castelli della Loira, nel bel [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il castello di Chambord è un esempio di architettura combinata tra eleganza e fantasia fiabesca</strong>, la sua struttura tondeggiante è davvero singolare, con una facciata è lunga<span id="more-11607"></span> 128 metri, con 440 locali, 365 camini e 800 capitelli scolpiti, solo per dare qualche numero. Si tratta di uno dei più grandi castelli della Loira, nel bel mezzo del verde e a pochi chilometri dal fiume, in una regione senz&#8217;altro affascinante e tutta da scoprire grazie ai suoi incantevoli <a href="https://www.vivaparigi.com/castelli-francia/">castelli</a>.</p>
<p><strong>Questo castello è molto particolare per la struttura degli scaloni interni</strong>, dove se ne contano almeno 80 e sono fatti tutti a doppia elica, un sistema di costruzione molto particolare e bella da vedere.</p>
<p><strong>Edificato in onore di Francesco I, i lavori iniziarono nel 1519</strong> e proseguiranno tra varie vicissitudini compreso il saccheggio durante la rivoluzione francese, dove subì danni ma nulla di strutturale. Oggi è un monumento di interesse sia storico sia architettonico, la visita al castello e all’intera area è senz’altro appagante culturalmente, consente di scoprire un aspetto della Francia che Parigi ormai ha offuscato in parte.</p>
<p><strong>Il castello di Chambord è diventato uno dei più celebri al mondo grazie a un&#8217;architettura che spazia dalla tradizione francese al Rinascimento italiano</strong>. L&#8217;autore del progetto è rimasto nei secoli sconosciuto, ma a quanto sembra dovrebbe averci lavorato anche <strong>Leonardo da Vinci</strong>, che visse gli ultimi anni della sua vita nella vicina cittadina di <a href="https://www.vivaparigi.com/amboise-castello-reale-tomba-leonardo-da-vinci/">Amboise</a>, al servizio del re Francesco I. La prova di questa teoria è data dalla presenza di una scala a doppia elica, di un sistema di latrine a doppia fossa di decantazione e di sfiati e di un sistema d’impermeabilizzazione delle terrazze che per molti solo il genio italiano avrebbe potuto pensare.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-chambord-scala-590x350.jpg" alt="" width="590" height="350" class="alignnone size-large wp-image-15441" srcset="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-chambord-scala-590x350.jpg 590w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-chambord-scala-105x62.jpg 105w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-chambord-scala-180x107.jpg 180w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-chambord-scala-768x456.jpg 768w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-chambord-scala-150x89.jpg 150w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-chambord-scala.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p><strong>Il castello si trova circa a 170 km dalla capitale</strong>, quindi un viaggetto di circa un’oretta e mezzo da Parigi in treno, ma c’è anche una navetta, la ParisCityVision che parte regolarmente e impiega un paio di ore, oppure in auto per una maggiore libertà. Sul sito ufficiale del castello si possono trovare tutti i dettagli.</p>
<p><strong>Oggi il Castello di Chambord è aperto ai turisti ed è attrezzatissimo</strong>, con due punti ristoro e negozio per la vendita di souvenir e specialità gastronomiche, parcheggi e ogni genere di comfort per il turista. La visita a questa meraviglia si può fare liberamente senza limiti di permanenza a parte quelli fisici di apertura e chiusura, oppure con audio guida e ultima novità l’HistoPad, un percorso molto più tecnologico e interattivo, con il quale scoprire il castello con una prospettiva aggiuntiva e più completa.</p>
<p><strong>Si potrà girare per tutte le sale, salire gli scaloni incredibili e visitare ogni angolo del castello</strong> alla scoperta anche delle collezioni permanenti, delle vere e proprie esposizioni museali da non perdere, un’esperienza da fare nel complesso molto edificante quasi in senso letterale, da non perdere poi il parco forestale, in questo caso la visita offre più soddisfazione se fatta nei mesi più caldi e con giornate soleggiate.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-chambord-2-590x350.jpg" alt="" width="590" height="350" class="alignnone size-large wp-image-15440" srcset="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-chambord-2-590x350.jpg 590w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-chambord-2-105x62.jpg 105w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-chambord-2-180x107.jpg 180w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-chambord-2-768x456.jpg 768w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-chambord-2-150x89.jpg 150w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-chambord-2.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p>L’area di Sologne è per quanto possibile ancora un luogo, dove si può scorgere qualche bel ricordo rinascimentale, molto più completo nel Castello di Chambord e nell’area che lo circonda, visitare questo castello unico sarà piacevole per molti motivi compreso quello dello spazio-tempo, qui, un po’ si è fermato!</p>
<p>Se avete a disposizione qualche giorno in più non perdete una visita ai vicini e spettacolari castelli di <a href="https://www.vivaparigi.com/castello-di-chenonceau/">Chenonceau</a> e <a href="https://www.vivaparigi.com/amboise-castello-reale-tomba-leonardo-da-vinci/">Amboise</a>.</p>
<h2>Castello di Chambord</h2>
<p><a href="https://www.chambord.org/it" rel="noopener" target="_blank">https://www.chambord.org/it</a></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m14!1m8!1m3!1d10758.058682866365!2d1.517218!3d47.616126!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x0%3A0x6d1fb075610e2871!2sCastello+di+Chambord!5e0!3m2!1sit!2sfr!4v1464681455734" width="590" height="350" frameborder="0" style="border:0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Amboise: dal Castello Reale alla tomba di Leonardo da Vinci</title>
		<link>https://www.vivaparigi.com/amboise-castello-reale-tomba-leonardo-da-vinci/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[vivaparigi.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 07:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare/vedere in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi: Cosa fare e vedere]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Castello Reale di Amboise sovrasta la Loira, offrendo uno scenario davvero senza tempo. La storia stessa di questo castello è molto ricca è diversa: un percorso che ci riporta indietro fino ai tempi degli antichi Romani, che furoni i primi a costruire un forte su questo altopiano in modo tale da potersi avvalere della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Castello Reale di Amboise sovrasta la Loira, offrendo uno scenario davvero senza tempo</strong>. La storia stessa di questo castello è molto ricca è diversa: un percorso che ci riporta<span id="more-4282"></span> indietro fino ai tempi degli antichi Romani, che furoni i primi a costruire un forte su questo altopiano in modo tale da potersi avvalere della vantaggiosa postazione strategica lungo la Loira, fiume che anche in tempi antichi rappresentava un importante nodo del traffico commerciale (e militare) dell&#8217;epoca.</p>
<p><strong>Successivamente, l&#8217;area venne fortificata in seguito alle invasioni normanne</strong>, lasciando i signori di Amboise al comando verso gli inizi del dodicesimo secolo. La storia del castello inizia a lasciare le proprie origini strettamente militari nei secoli successivi, ospitando moltissime infrastrutture culturali (come la prima Biblioteca Reale) e opere artistiche di grande valore, specialmente durante l&#8217;epoca rinascimentale, periodo in cui il castello è stato sottoposto a un&#8217;importante trasformazione fortemente influenzata dall&#8217;arte e dalla cultura italiana dell&#8217;epoca.</p>
<p>Il Castello Reale era unito, tramite un passaggio sotterraneo, al vicino <strong>castello del Clos Lucé</strong>. Questo luogo è <strong>conosciuto anche per aver ospitato il celebre artista, scienziato e inventore Leonardo Da Vinci</strong>. Qui venne accolto da Francesco I, sovrano colto e raffinato, dall&#8217;anno 1516 al 1519, l&#8217;anno della sua morte. In questi 3 anni Leonardo da Vinci lavorò serenamente ai suoi ultimi progetti artisti, ingegneristici e architettonici. Nel castello si possono visitare la camera, la cucina, laboratori e molti oggetti appartenuti al grande genio.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2022/03/amboise-francia-590x350.jpg" alt="Amboise" width="590" height="350" class="alignnone size-large wp-image-35872" srcset="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2022/03/amboise-francia-590x350.jpg 590w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2022/03/amboise-francia-180x107.jpg 180w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2022/03/amboise-francia-105x62.jpg 105w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2022/03/amboise-francia-768x456.jpg 768w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2022/03/amboise-francia.jpg 1200w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2022/03/amboise-francia-300x178.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 590px) 100vw, 590px" /><br />
<span class="infoimg">Sergey Berestetsky / Shutterstock.com</span></p>
<p><strong>Dopo i fasti del rinascimento, la storia del Castello Reale prese ancora un&#8217;altra svolta, diventando una prigione dedicata a personaggi di rilievo nel 1600</strong>. Il declino del castello sembrava ormai inarrestabile: già in cattive condizioni, molti degli edifici vennero distrutti per evitare di fronteggiare ingenti costi di ristrutturazione, e nel 1700 divenne una casa di riposo per anziani.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/tomba-leonardo-da-vinci.jpg" alt="" width="590" height="350" class="alignnone size-full wp-image-15481" srcset="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/tomba-leonardo-da-vinci-105x62.jpg 105w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/tomba-leonardo-da-vinci-150x89.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p>In tempi recenti, l’interesse ritrovato per i poli di arte e cultura hanno riportato quest’importante pezzo di storia della Francia all’attenzione delle istituzioni e dei turisti, che amano visitare le stanze del castello e le attrazioni storiche e culturali nell’area, <strong>inclusa la tomba di Leonardo Da Vinci</strong>, nella cappella di Saint-Hubert non lontana dal castello all’epoca della sua morte. Il parco del castello del Clos Lucé accoglie anche un&#8217;esposizione permanente con diversi oggetti progettati dal genio italiano.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-clos-luce-francia.jpg" alt="" width="590" height="350" class="alignnone size-full wp-image-15480" srcset="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-clos-luce-francia.jpg 590w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-clos-luce-francia-105x62.jpg 105w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-clos-luce-francia-180x107.jpg 180w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/05/castello-clos-luce-francia-150x89.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p>A meno di due ore da Parigi, Amboise è il luogo ideale per passare un weekend a cavallo tra storia, arte, scienza e natura.</p>
<p>Il Castello è aperto tutti i giorni dell&#8217;anno esclusi il 1° gennaio e il 25 dicembre. Altre informazioni sono disponibili sul <a href="http://www.chateau-amboise.com/it/" target="_blank" rel="noopener">sito ufficiale</a>.</p>
<h2>Castello Reale e Castello del Clos Lucé</h2>
<p><em>Amboise, Centre-Val de Loire</em></p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m18!1m12!1m3!1d86424.97558829906!2d0.9288777543759204!3d47.396715720319996!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x47fcb59a6f0f2835%3A0x40dc8d705389400!2s37400+Amboise!5e0!3m2!1sit!2sfr!4v1526369444641" width="590" height="350" frameborder="0" style="border:0" allowfullscreen></iframe></p>
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</ul>
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		<title>Carcassonne, l&#8217;antica città fortificata francese dichiarata patrimonio dell&#8217;umanità</title>
		<link>https://www.vivaparigi.com/carcassonne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[vivaparigi.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Feb 2026 07:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare/vedere in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi: Cosa fare e vedere]]></category>
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					<description><![CDATA[La meravigliosa Carcassonne, capoluogo del dipartimento dell’Aude, è il fulgido esempio di una Francia medievale, tra castelli e un sistema di fortificazioni impressionante. Tanto importante e caratteristica da essere stata persino dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, nel 1997, la cittadella racchiude fra le sue impenetrabili mura una storia antichissima. Gli insediamenti nella zona di Carcassonne risalgono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La meravigliosa Carcassonne, capoluogo del dipartimento dell’Aude</strong>, è il fulgido esempio di una Francia medievale, tra castelli e un sistema di fortificazioni<span id="more-7105"></span> impressionante. Tanto importante e caratteristica da essere stata persino dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, nel 1997, la cittadella racchiude fra le sue impenetrabili mura una storia antichissima.</p>
<p><strong>Gli insediamenti nella zona di Carcassonne risalgono a diversi secoli a.C.</strong>, ma è stato solo intorno al 100 a.C. che i Romani utilizzarono la collina su cui è attualmente situata la cittadella per costruirvi le prime fortificazioni. La neocreata fortezza venne chiamata Carcasum, da cui deriva il nome attuale. Ulteriori fortificazioni vennero create durante il VII secolo dai Visigoti. Le strutture vennero nuovamente ampliate durante il XIII secolo. Proprio durante questo periodo Carcassonne ha il maggiore sviluppo in senso militare, e saranno questi lavori che lasceranno la loro impronta nel tempo.</p>
<p><strong>Durante questi anni Carcassonne rimase un importante centro militare della zona</strong>, grazie alla sua posizione ed alle alte mura, che, come si evince, risalgono ad epoche differenti. La Carcassonne militare cessò di esistere dopo il 1659, anno in cui le fortificazioni della città vennero abbandonate. Fu a partire da questo momento che la cittadella divenne un importante centro commerciale e industriale.</p>
<p><strong>Gli anni furono poco clementi con le strutture militari della città</strong>, che lentamente cominciarono a cadere in rovina. Le condizioni delle mura erano tali che nel 1849 si richiese una demolizione, duramente contrastata. Un progetto di restauro venne presentato nello stesso anno, progetto che poi venne approvato ed affidato all’architetto Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc. Il lavoro dell’architetto fu a dir poco eccellente e permise un restauro completo delle strutture senza stravolgerne l’essenza medievale, riportando al loro antico splendore torrioni e muri di cinta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/03/carcassonne_2.jpg" alt="" width="590" height="350" class="alignnone size-full wp-image-13267" srcset="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/03/carcassonne_2.jpg 590w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/03/carcassonne_2-105x62.jpg 105w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/03/carcassonne_2-180x107.jpg 180w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2017/03/carcassonne_2-30x18.jpg 30w" sizes="auto, (max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p><strong>Le fortificazioni della città sono costituite da due muri di cinta e un castello a sua volta circondato da fortificazioni</strong>, per una lunghezza complessiva di oltre 3 km. A proteggere castello e mura sono inoltre presenti 53 torri. La città possiede due entrate, una sulla facciata est, la Porta di Narbonne l’altra sulla facciata ovest, la Porta dell&#8217;Aude. Queste sono un fulgido esempio degli efficaci sistemi di protezione di cui la città era dotata.</p>
<p><strong>Il castello di Carcassone è senza dubbio l’attrazione principale per i turisti</strong>. Il castello, noto in Francia come “Chateau Comtal”, è situato nel cuore della zona antica della città. Esso è anche detto “castello dei Catari”, dal nome di un movimento religioso in contrasto con il Cristianesimo. La struttura comprende 14 torri esterne e 24 interne, oltre ad un fossato, caratteristiche che rendevano questo luogo impenetrabile. All’interno del castello è possibile visitare il Musee Lapidaire, un museo ricchissimo di reperti archeologici aperto dal 1927. Da ammirare, infine, le spettacolari finestre in stile gotico che fanno da cornice al convento Francescano situato all’interno del castello.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/03/carcassonne-francia-590x350.jpg" alt="" width="590" height="350" class="alignnone size-large wp-image-21693" srcset="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/03/carcassonne-francia-590x350.jpg 590w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/03/carcassonne-francia-105x62.jpg 105w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/03/carcassonne-francia-180x107.jpg 180w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/03/carcassonne-francia-768x456.jpg 768w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/03/carcassonne-francia-150x89.jpg 150w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2018/03/carcassonne-francia.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p><strong>Fra le numerose altre meraviglie che la città di Carcassonne nasconde è d’obbligo citare la basilica di Saint-Nazaire</strong>, della cui struttura, purtroppo, rimane solo una parte. La basilica è un vero tesoro di celeberrime vetrate, 5 in particolare sono fra le più belle e conosciute del luogo. Da ricordare anche la cappella Notre Dame de le Santé e la cattedrale di San Michele.</p>
<p><strong>Una chicca che è assolutamente da ammirare a Carcassonne sono “Les Aigles de la Citè”</strong>. Questo nome letteralmente significa “le aquile della città”, ed indica una collezione di uccelli addestrati, aquile e non, provenienti da tutto il mondo. Da vedere le esibizioni di volo tenute da marzo a novembre.</p>
<p><strong>A fianco alla bellezza medievale di questa fortezza si ritrovano passatempi decisamente più moderni</strong>. La città offre ai suoi turisti una scelta infinita di ristoranti e gastronomie in cui è possibile assaporare i piatti tipici. Carcassonne è inoltre un importante centro di produzione del vino, perfetto da degustare durante una serata passata fra i pub e i club della, antica ma moderna, città di Carcassonne. </p>
<p><strong>Situtata a circa 6 ore di treno da Parigi</strong>, Carcassonne, è un&#8217;ottima scelta per un weekend fuori città.</p>
<h2>Carcassonne</h2>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.google.com/maps/embed?pb=!1m18!1m12!1m3!1d46529.28755612769!2d2.3490805!3d43.20780145!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x12ae2c390116bd8b%3A0xe28fdf3b77a114c7!2sCarcassonne%2C+Francia!5e0!3m2!1sit!2sit!4v1417800145262" width="590" height="350" frameborder="0" style="border:0"></iframe></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le Grotte di Lascaux, &#8220;Cappella Sistina del Paleolitico&#8221;</title>
		<link>https://www.vivaparigi.com/grotte-lascaux/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[vivaparigi.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2025 06:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa fare/vedere in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi: Cosa fare e vedere]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra i luoghi più noti da visitare in Francia, la grotta di Lascaux ha sicuramente un posto di rilievo. Nella Francia sud-occidentale, nella città di Montignac, si trova questo capolavoro risalente all’epoca preistorica denominata la “Cappella Sistina del Paleolitico”. Tante le storie che narrano della sua scoperta, la più credibile racconta di un gruppo di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra i luoghi più noti da visitare in Francia, la <strong>grotta di Lascaux</strong> ha sicuramente un posto di rilievo. Nella Francia sud-occidentale, nella città di Montignac, si trova questo capolavoro risalente<span id="more-33836"></span> all’epoca preistorica denominata la “<strong>Cappella Sistina del Paleolitico</strong>”. </p>
<p>Tante le storie che narrano della sua scoperta, la più credibile racconta di un gruppo di ragazzi che inseguendo il loro cane sulle colline di Montignac, si imbatterono per caso in un tunnel al cui interno trovarono una cavità profonda circa quindici metri.</p>
<p>Era il 1940, e ignari di ciò che avevano appena scoperto, i giovani portarono alla luce uno dei più straordinari complessi di arte rupestre risalente, secondo studi scientifici, al 17.000 a.C. Una scoperta sensazionale che portò alla luce <strong>un numero incredibile di pitture storiche presenti sulle pareti e sul soffitto della grotta</strong>: centinaia di figure rupestri, di grandi animali quali cervi, capre, rinoceronti, bisonti, dipinti con colori che vanno dal rosso al mattone, all’ocra.</p>
<p>Si contano <strong>circa seimila immagini</strong> per lo più collegate alle rappresentazioni di caccia, visto il gran numero di animali feriti o catturati dipinti, disegnati sulle pareti come racconto di eventi accaduti.</p>
<p>La <strong>grotta di Lascaux</strong> venne aperta nel 1948 e fu nominato curatore l’insegnante dei ragazzi che la scoprirono; sin da subito la grotta attirò numerosi turisti e curiosi, oltre un milione tra il 1948 e il 1963.</p>
<p>Prima ancora di esser dichiarata <strong>Patrimonio dell’Umanità Unesco</strong>, la grotta chiuse a causa della comparsa di muffe dovute all’eccessiva umidità; l’anidride carbonica prodotta dal respiro dei visitatori fu la causa del deterioramento dei colori dei dipinti. Venne prima installato un sistema per rigenerare l’aria e diminuire l’umidità, venne ridotto il numero di visitatori, ma il proliferare di una colonia di alghe sui muri decretò la sua chiusura. Per preservare questo capolavoro inestimabile, la soluzione fu quella di ricreare una nuova grotta dove replicare le pitture.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2021/10/grotte-lascaux-francia-590x350.jpg" alt="" width="590" height="350" class="alignnone size-large wp-image-33869" srcset="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2021/10/grotte-lascaux-francia-590x350.jpg 590w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2021/10/grotte-lascaux-francia-180x107.jpg 180w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2021/10/grotte-lascaux-francia-105x62.jpg 105w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2021/10/grotte-lascaux-francia-768x456.jpg 768w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2021/10/grotte-lascaux-francia.jpg 1200w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2021/10/grotte-lascaux-francia-300x178.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p>A pochi metri dalla grotta principale venne individuata una grotta simile che venne aperta al pubblico nel 1983 e da allora è possibile ammirare al suo interno <strong>la replica della sala dei tori e della galleria dipinta</strong>. Pare che dalla sua apertura la grotta di Lascaux abbia attirato oltre otto milioni di visitatori da tutto il mondo.</p>
<p><strong>Perché la Grotta di Lascaux viene chiamata la “Cappella Sistina del Paleolitico”?</strong> La risposta è nei suoi dipinti nella grande sala dei tori, uno degli spazi più famosi della grotta; le pareti di questa sala sono di calcite, superficie che non si presta alle incisioni, per cui sono state adornate con dipinti di dimensioni impressionanti, alcune rappresentazioni misurano anche cinque metri di lunghezza. Nella sala dei tori sono raffigurati gli uri, grandi bovini diffusi in Europa ormai estinti, oltre a dozzine di cavalli ed un grande animale enigmatico con due linee rette sul davanti soprannominato liocorno.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2021/10/grotta-lascaux-590x350.jpg" alt="Grotta di Lascaux" width="590" height="350" class="alignnone size-large wp-image-33877" srcset="https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2021/10/grotta-lascaux-590x350.jpg 590w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2021/10/grotta-lascaux-180x107.jpg 180w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2021/10/grotta-lascaux-105x62.jpg 105w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2021/10/grotta-lascaux-768x456.jpg 768w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2021/10/grotta-lascaux.jpg 1200w, https://www.vivaparigi.com/wp-content/uploads/2021/10/grotta-lascaux-300x178.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 590px) 100vw, 590px" /></p>
<p>Siamo soliti pensare ai grandi capolavori dell’arte romana o rinascimentale, ma la Grotta di Lascaux è invece <strong>un esempio di arte preistorica di incredibile bellezza</strong> che possiamo ammirare grazie ad un imponente lavoro di replica dell’originale.</p>
<p>Dal 2016, inoltre, è stato creato il Centro Internazionale d’Arte Parietale-Lascaux IV, luogo in cui il visitatore, grazie a nuove tecnologie, può vivere un’esperienza unica ed immergersi attraverso tablet digitali, sale a tema, film sul grande schermo, in un’atmosfera che riporta indietro nel tempo.</p>
<h2>Grotta di Lascaux</h2>
<p><a href="https://www.lascaux-ii.fr" rel="noopener" target="_blank">https://www.lascaux-ii.fr</a><br />
<em>24290 Montignac, Francia</em></p>
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