Le 5 più belle canzoni di George Brassens

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George Brassens è un cantautore, scrittore e poeta francese, considerato uno dei migliori cantautori a livello internazionale. Nato nel 1921 in una piccola cittadina della Francia Meridionale, Brassens visse con la musica fin da bambino, grazie alla passione della madre, tanto che da giovanissimo imparò a suonare la chitarra e cominciò a scrivere canzoni. La sua passione per la musica fu ben presto affiancata da quella per la poesia, che lo portò, negli anni, a comporre e pubblicare testi poetici.

Per tutta la vita Brassens si presentò come un artista anticonformista ed anarchico, esprimendo questa sua personalità in molti dei suoi testi. Nonostante i suoi problemi di salute riuscì a raggiungere un immenso successo, con un picco nel 1967, e contemporaneamente a continuare la sua lotta anarchica, supportando i rivoluzionari con quella combattività e quel pizzico di irriverenza che lo caratterizzavano. Morì a causa dei suoi problemi di salute, legati all’avanzare del cancro, all’età di 60 anni, confortato dagli omaggi dell’intera Francia, che da sempre lo aveva amato per le parole, poetiche e ricche, delle sue canzoni, cinque delle quali restano indelebili nella memoria.

“Les Copains d’abord”, canzone che dà il titolo al decimo album dell’artista, pubblicato nel 1964. La canzone, il cui titolo letteralmente significa “gli amici prima di tutto”, è un vero e proprio inno all’amicizia. Nel testo si ricordano le avventure vissute con gli amici, in particolare una traversata in barca, lungo le coste della Francia Meridionale, che Brassens affrontò insieme ad un caro amico. Il titolo della canzone deriva proprio dal nome della barca. Il brano venne scritto come colonna sonora per il film Les Copains, di Yves Robert.

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“Le gorille”, scritta e composta da Brassens nel 1947. È forse una delle sue canzoni più censurate, che rappresenta in pieno lo stile ribelle e “controcorrente” dell’artista. Il brano vuole essere una dura critica alla pena di morte ed ha per protagonista uno sfortunato magistrato, reo di aver ordinato l’uccisione di un criminale. Un gorilla, quello a cui è dedicato il titolo, scappa dalla gabbia dello zoo in cui era rinchiuso, alla ricerca di una femmina con cui accoppiarsi e trovandola, per errore, proprio nel magistrato, che così viene in qualche modo punito per il suo gesto. La canzone (cantata anche in italiano da Fabrizio De André), boicottata e censurata in ogni modo per lunghi anni, è oggi una delle più celebri di Brassens, in Francia e nel mondo.

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“Je me suis fait tout petit”, brano del 1957, che identifica anche l’album in cui è stato pubblicato. La canzone descrive la soggezione che Brassens provava per la sua compagna di sempre, Joha Heiman, di fronte alla quale si “faceva piccolo”, proprio come dice il titolo della canzone. Nel testo il cantante descrive la sua trasformazione da bestia indomabile a docile agnellino, trasformazione resa possibile grazie a quella “bambola”, come viene ripetuto più volte nel testo, che era la sua amata.

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“Les amoureux des bancs publics”, tratto dall’omonimo album, pubblicato nel 1954. Conosciuta semplicemente come “Bancs publics”, la canzone è molto poetica e rappresenta un vero inno all’amore. Il testo tratta degli amori giovanili e delle loro manifestazioni d’amore in pubblico, con baci appassionati, spesso criticati da una società puritana e ben pensante. Manifestazioni che, secondo il testo della canzone, si svolgono sulle panchine, che saranno così ricordate dai giovani innamorati come uno dei pezzi più speciali della loro vita, anche una volta che la passione si sarà spenta.

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“La Mauvaise Rèputation”, brano da cui prende il nome il primo album di Brassens, pubblicato nel 1953. È questa a primissima canzone di successo del cantante, quella che per prima lo consacrerà come artista di successo. Il testo è una vera e propria rappresentazione della personalità, spesso anticonformista e fuori dagli schemi, del cantante. In questo brano Brassens mette in evidenza come egli goda di una cattiva reputazione, non tanto per i gesti che compie, ma semplicemente perchè si discosta dalle regole e dalle convenzioni, spiccando tra la massa omogenea della società.

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